Altilia
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Paese dalle origini non recente. L’abitato si dispone sul versante destro del fiume Savuto. Presenta una tipica morfologia d’impianto medievale naturalmente fortificata e con un cospicuo insediamento monastico fuori del circuito urbano principale: questo è arroccato ma tuttavia con maglie non eccessivamente costipate e con una larghissima visuale , che però non si spinge a nord oltre Rogliano. L’ambiente urbano è dotato di grande compostezza e suggestione, con qualche elemento di un certo interesse e una località sull’orlo dello strapiombo denominata Castello. La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta in cielo, venne eretta nel ‘400, e rappresenta al tempo stesso il patrimonio culturale e monumentale del comune. Secondo Gabriele Barrio (storico - umanista vissuto nel XVI secolo), Altilia, sarebbe sorta sulle rovine di un’antichissima città chiamata Astalonga, ubicata ai piedi della collina lungo la Valle del Savuto, che la tradizione locale chiama Stralonga. Questa è una delle tantissime tesi circa l’origine del paese. L’altra tesi dice che lungo la vallata del Savuto si estendesse l’influenza di un’antica città, Temesa o Terina, che si vuole ubicata alla foce del fiume, per cui Stralonga potrebbe essere il termine con cui veniva volgarmente indicata questa città. Altre fonti ci dicono che fu il paese fondato da Giovan Corrado e Altilio dell’Alimena. Questa tesi, però, contrasterebbe sia con la precedente che con quella di quanti altri vorrebbero Altilia fondata come Casale di Cosenza all’epoca delle invasioni saraceniche del secolo decimo. E’ infatti opinione comune degli studiosi dei Casali che essi non furono fondati bensì ripopolati dai Cosentini che, per sfuggire alla ferocia dei Saraceni, si rifugiarono con i loro “Signori” nei feudi circostanti.Altilia, feudo degli Scaglione e degli Alimena, fu quindi anch’essa ripopolata da queste famiglie e dai loro parenti e sudditi. L’ipotesi più verosimile sembrerebbe quindi essere quella che vorrebbe il sito di Altilia frequentato da antiche comunità e da altre poi, di volta in volta, ripopolato. Questa tesi si baserebbe sulle considerazioni che nella valle del Savuto è ipotizzabile un tracciato che da Cosenza e da Santo Stefano di Rogliano raggiungesse questo fiume e proseguisse poi fino alla foce, nonché sul fatto che vi fosse un tracciato che discendeva lungo questo corso d’acqua, ricostruibile sulla linea di una serie di strade e mulattiere; esso raggiungeva Contrada Pianetti-Donnico di Grimaldi, dove sono venute alla luce tombe con vari ritrovamenti in terracotta del periodo ellenistico, ascrivibile al III secolo. Altra importante via di comunicazione era quella che viene comunemente indicata con il nome di Via Popilia, che attraversava il Savuto con il ponte di Annibale, dove era presente una stazione di posta.
Altilia quindi non sembrerebbe fondata dagli Alimena, ma anche da essi ripopolata insieme ai loro familiari e sudditi, provenienti dalla terra di Alimena, che gli antichi scrittori pongono nei pressi di Mendicino, dove ancora oggi scorre un omonimo torrente Alimena.
http://www.comunealtilia.it/
 

26.02.2014. Intervista a Lucia Nicoletti Presidente Gal Savuto alla firma delle convenzioni con otto Comuni del territorio. VIDEO.

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