Dipignano

DIPIGNANO

E-mail
Il centro storico di Dipignano costituisce una meta di grande interesse storico e artistico. In particolare, è costituito dal: Rione  Capocasale posto nella parte alta dell’abitato, da cui il toponimo, il rione conserva ancora l’antico impianto urbano, con le costruzioni settecentesche e alcune piccole botteghe. Nella zona "Parrera" si trovavano le “forgitelle”, una specie di fornelli rudimentali all'aperto, dove gli artigiani eseguivano lavori di pulitura e stagnatura dei vasellami per uso domestico, ben altra cosa erano le “forge”, alcune arrivavano quasi a livello di fonderia; attività questa che rimase in piedi fino agli anni '30. Esistevano, inoltre, piccole botteghe di calderai, di fabbri ferrai e pure un negozietto di generi alimentari. Alcuni esempi di inferriate per balconi, di pregevole fattura, realizzate dagli artigiani locali, si posso vedere ancora oggi, negli antichi palazzi nobiliari e no; ricordiamo il Palazzo Serra con annessa una chiesetta; il Palazzo Plastina; il Palazzo Mele (secolo XVIII); il Palazzo Valentini (fine secolo XVIII).
Rione Santa Maria è il rione dove sorge la chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al Quattrocento, che conserva, all’interno, pregevoli tele settecentesche, recentemente restaurate. Intorno ad essa si è sviluppato il grosso del rione, dove vi è anche il palazzo degli Aloe (secolo XIX); su due livelli, vi si accede tramite un porticato che circonda l’intero edificio.
- Rione Petroni dominato dal Palazzo Marini (secolo XV), il rione presenta forti suggestioni di un impianto urbanistico di impronta feudale che si snoda intorno alla chiesa dello Spirito Santo risalente al XVII secolo. Quest’ultimo è un edificio monacale diviso in tre parti, di cui una adibita a chiesa e le altre due ad abitazioni. In pietra locale e fango, l’interno è in gusto barocco. Palazzo Marini si erge su due livelli; presenta un portale in pietra chiara e, al secondo piano, tre balconi in ferro battuto liscio.
 Rione Brunetta nello spiazzo detto "Chianu", sorge il Palazzo Albi-Marini (secolo XVIII), di
recente acquistato dal Comune, recuperato ed adibito a centro Servizi Culturali, dove si trova una mostra permanente di manufatti in rame. Anche la frazione di Brunetta ha la sua Chiesa, che è dedicata all’Immacolata e risale al sec. XVI- XVII. Costruita in pietra locale e fango, la chiesa è ad unica navata. Al suo interno, vi si conserva una Madonna lignea databile fra il ‘700 e l’800.
 Rione Doviziosi l’agglomerato, urbanisticamente, è costituito da stretti viottoli ed è caratterizzato dalla presenza di una chiesetta dedicata a S. Ippolito, risalente al sec. XIV-XV. Rione Basso all’interno del rione Basso, le antiche abitazioni addossate le une alle altre, formano scorci interessanti e suggestivi. Vi sorge l’antico Palazzo De Prezi (secolo XVII), oggi restaurato. Il rione gravita intorno alla parrocchia di San Felice (secolo XIV-XVI). L’interno è a tre navate e vi si conservano diverse tele sette-ottocentesche. Pare che, in zona, sia possibile ritrovare qualche reperto archeologico. Come pure pare che era presente in loco un antico acquedotto. Più sotto si presume che esistesse l'antico centro di Dipignano, contrada Motta, distrutta dal terremoto, attualmente ricco di ruderi e di una chiesa ormai diroccata. Più in basso ancora esiste la "Grotta Bagno" ricca di cunicoli, ancora inesplorata, che qualcuno vuole che conducesse in prossimità dei Cappuccini. Come patrimonio storico culturale si possono annoverare la chiesa di San Nicola posta al centro del paese, in Piazza dei Martiri, la chiesa ha origini che risalgono al 1429. Nonostante i molti rifacimenti successivi, essa mantiene linee architettoniche di impronta medievale, con chiari rimandi rinascimentali. Si presenta imponente nella facciata, nel portale e con il suo campanile.
L'interno e' a tre navate in stile barocco. La parte centrale è comunicante con le laterali mediante tre arcate di gusto rinascimentale. Di particolare interresse sono: gli affreschi, tutti del 1893; l'effigie di San Nicola sull'altare maggiore, del 1932; tre oli su tela; un Sacro Cuore in cartapesta ed una acquasantiera in marmo del 1890.
La chiesa e convento dell’ECCE HOMO che si trova al quartiere Riforma con annesso il santuario, noto anche come Chiesa della Madonna delle Grazie, e che rappresenta significativa testimonianza dell’architettura sacra del Quattrocento. Il convento fu edificato probabilmente intorno al 1400 dai Minori Osservanti. Negli anni che seguirono, subì diversi rimaneggiamenti fino ad essere molto appesantito da una struttura barocca. Qualche decennio fa, una consistente opera di restauro ha riportato alla luce le linee originali in stile gotico francescano. La chiesa dell’Ecce Homo è in stile gotico-romano e ha origini risalenti al 1500, ma con buona probabilità è stata costruita prima, tra il XIV e il XV secolo. Ha una magnifica facciata con porticato e un imponente campanile. L’interno è a navata unica con una navatella sinistra composta da tre campate. Nel suo interno vi sono numerose opere in statue e affreschi. Vi si conservano: la statua in legno dell’Ecce Homo, databile ai primi anni del 1600; una pregevole statua marmorea della Madonna col Bambino, datata 1578; una acquasantiera di marmo risalente al 1575. E’ interessante il Museo di arte sacra, che è stato allestito nei locali sottostanti il presbiterio della chiesa, originariamente adibiti a necropoli. Dal lato
destro della Chiesa si accede al Chiostro, circoscritto dai locali annessi al Convento.
L’ex convento dei cappuccini fu il primo convento provinciale dei Cappuccini e, se pur costruito in pieno Rinascimento, ha forti valenze Medievali. Il Convento dei Frati Minori Cappuccini fu
costruito fra gli anni 1533 e 1538 e sorge in località valle Pichiere, oggi contrada Cappuccini. Al convento era annessa una chiesa, intitolata a Santa Maria degli Angeli. Fondato nel 1533, fu
soppresso nel 1811 e ceduto a privati. Il 1992 fu acquistato dal comune e, ristrutturato, è stato destinato a sede del centro polifunzionale. Il suo aspetto planimetrico è caratteristico delle tipologie monastiche: chiostro centrale, chiesa su un lato, percorsi pedonali coperti lungo i lati del chiostro e celle rivolte verso l’esterno. La pianta ed i volumi del convento non sono stati per niente alterati dall’ultimo restauro; anzi l’intervento ha cercato di riportare il manufatto al suo aspetto originario, pur cambiandone completamente le funzioni. La chiesa, a navata unica, diventa Auditorium; le antiche celle (già trasformate in abitazioni) diventano ampi spazi museali; si ricavano diversi locali da adibire a salette audiovisive, a biblioteca, ad uffici, a servizi e ad altre varie attività. Interessante appare il ripristino del chiostro, con l’imponente scala. Nel corso dei lavori di restauro, sono venute alla luce, sotto il pavimento della chiesa, una serie di cripte tombali ed una piccola cisterna sotterranea. Molto apprezzabili sono la scala ed il piccolo portico al piano rialzato sulla facciata sud. La chiesa di Santa Maria posta in via S. Maria nel centro di Dipignano, la sua origine risale probabilmente al 1413. La chiesa, molto rimaneggiata, conserva alcuni elementi architettonici quattrocenteschi, come il portale e le colonnine dell'abside. L’interno, a unica navata, è decorato in stucco bianco con rilievi di gusto barocco. E’ maestosa nel suo insieme e conserva, al suo interno, vari affreschi (di notevole interesse quello sull’altare maggiore raffigurante l’Assunta e risalente probabilmente al ‘700 calabrese), molte statue lignee (tra le quali una della Madonna dell’Assunta del 1853) e un organo di stile settecentesco. Nella cappella dedicata alla Madonna del Suffragio si può ammirare un coro ligneo del 1741.
Il santuario della Madonna della Catena eretto a Basilica Minore nel 1966 da Paolo VI, si trova in via Fra Benedetto, nella frazione di Laurignano. Gli interni del Santuario sono rivestiti di marmi preziosi e sulle finestre sono montate le artistiche vetrate, appositamente realizzate. La porta centrale e' composta da otto pannelli in legno intagliati. All'interno vi sono degli affreschi, realizzati nei primi anni '40 dal pittore Lucillo Grassi di Trento, e dei dipinti ad olio su tela. Vi si conservano delle statue in legno della Madonna, della Madonna con il Bambino e una dell'Immacolata, e inoltre 14 pannelli in bronzo delle stazioni della Via Crucis; all'ingresso sulla sinistra vi e' una acquasantiera in marmo bianco e un altorilievo della Madonna della Catena. Accanto alla Chiesa vi è un’ampia struttura, che oltre ad ospitare i Passionisti ospita numerosi gruppi che si fermano per ritiri ed esercizi spirituali, e una biblioteca. L’antico romitorio è una piccola chiesetta in pietra nella frazione di Laurignano. Secondo la leggenda, è stata costruita vicino al luogo dove, nel 1301, il cieco Simone Adami riconobbe l’immagine della Madonna che, in sogno, gli disse di lavarsi gli occhi ad una vicina fonte riacquistando così la vista. La visita è possibile solo all’esterno.
La chiesa di San Francesco Saverio sorge nella parte alta di Tessano di origine settecentesca.
Anticamente parte integrante del complesso ben più grande del Monastero delle Cappuccinelle, la chiesa sorge sui resti del Monastero distrutto nel 1638 da eventi sismici. La facciata, a due ordini, presenta nella parte inferiore un poderoso portale scolpito in pietra locale, arricchito da snelle colonne segnate da un originale motivo a spirale e dominato da mascheroni antropomorfi sormontati da volatili ad ali spiegate. Al disopra del portale, un altorilievo raffigurante l’Eterno Padre con il globo terrestre poggiato su una mano. All'interno, realizzata da una sola navata, vi si trovano diversi affreschi ed una statua di legno del Santo. A Tessano, salendo da Laurignano, si trova la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta. Presenta un portale in pietra chiara con stemma e timpano. Sul campanile attiguo, si notano alcuni rilievi scultorei.
http://www.comune.dipignano.cs.it/
 

26.02.2014. Intervista a Lucia Nicoletti Presidente Gal Savuto alla firma delle convenzioni con otto Comuni del territorio. VIDEO.

Chi è online

 56 visitatori online

Google traduttore